Weekend in Monastero, da Gino Girolomoni
Tra le colline marchigiane, dove il biologico italiano fece i suoi primi passi
Weekend in Monastero, da Gino Girolomoni
Un weekend intenso quello che proponiamo, soprattutto nella scoperta della passione che ancora oggi muove le nuove generazioni di contadini "per il proprio lavoro e per la Terra. Dove l'agricoltura biologica è solamente il punto di partenza per ricostruire un sano mondo rurale" Veglia l'azienda il magnifico Monastero di Montebello, edificio architettonico di fine Trecento interamente restaurato dalla famiglia Girolomoni, luogo storico di Gino, uno dei padri del biologico in Italia. Ora è la struttura di accoglienza e ospita diverse attività culturali, con all'interno anche un Museo sulla civiltà contadina, a testimoniare i valori su cui è fondata l'azienda stessa: ruralità, ospitalità, amore per la natura, ritorno alle antiche tradizioni. Attraverso la sua azione culturale e divulgativa la Cooperativa Montebello è stata, ed è tuttora, un punto di riferimento per tutte le persone sensibili ad uno stile di vita sostenibile e ad un modo consapevole di nutrirsi e farsi del bene. La pasta Girolomoni è prodotta con grani antichi e grano duro ed è venduta in tutto il mondo. Qui, dove quarant'anni fa è iniziata la produzione della prima pasta integrale biologica oggi si può ammirare il primo pastificio a ciclo chiuso con la costruzione del nuovissimo mulino, vanto per i figli di Gino Girolomoni, in quanto coronano un grande sogno del padre. Dal 2023 la cooperativa Girolomoni è stata riconosciuta come prima filiera food 100% italiana ed è entrata a far parte del World Fair Trade Organization (WFTO) come "impresa guidata da una missione che mette le persone e il pianeta al primo posto". Presso l'azienda Beltrami, invece, si avrà la possibilità di apprezzare ii pregiati pecorini stagionati in fossa fatti con latte di pecore che ascoltano musica classiche e che Vittorio, il titolare, conosce per nome. La Famiglia Beltrami ama identificarsi come un'azienda "retroinnovativa" una sorta di lume nella traiettoria, che si concretizza nell' essere capaci sempre di guardare indietro, alle radice, alla storia, ai punti di partenza ed essere capaci di portare innovazione con grande rispetto e con capacità di simbiosi e armonia. E poi, il gioiello rinascimentale italiano, Urbino, storica capitale culturale del Montefeltro che custodisce opere di rara bellezza, realizzate da artisti quali Federico Barocci, Piero della Francesca e dal pittore più prezioso, Raffaello, nativo di questa città. Il Palazzo Ducale, edificio che sembra fuori scala rispetto al borgo storico, trionfo dell'architettura rinascimentale e i due Oratori di San Giovanni e San Giuseppe, che ospitano due imponenti cicli di affreschi dei fratelli Salimbeni, una delle opere più riuscite di gotico internazionale l'uno, mentre l'altro riccamente affrescato dal pittore urbinate Carlo Roncalli. Proposta attivabile in qualsiasi weekend dell'anno, previa conferma della disponibilità.
